Agenpress – “Ci fischiano le orecchie –ha affermato Giorgianni-. E’ veramente un brutto spettacolo questo gioco dei rinfacciamenti quando si parla di un tema così importante e drammatico che ha portato anche a dei suicidi. Sentire in questi giorni le varie tifoserie andare avanti per slogan… Abbiamo visto il PD mettersi in cattedra e dire al governo: avete fatto con Carige quello che abbiamo fatto noi. In realtà con le Venete e Banca Etruria il governo ha messo in liquidazione le banche e questo ha portato i clienti ad essere privi di interlocutori.”.

Lo dice Letizia Giorgianni, Presidente dell’Associazione vittime del salvabanche,  intervenuta ai microfoni di Radio Cusano Campus.

“In quel caso le banche erano defunte, mentre nell’intervento con Carige il governo ha anticipato l’operazione e ha posto la garanzia e la banca ad oggi è viva, questo non significa che i risparmiatori sono salvi ma sicuramente è stata posta una garanzia in più ai risparmiatori. Ho evitato di fare la lista di tutte le differenze perché sono talmente tante, a cominciare dal conflitto d’interesse. Ma si continua ad ignorare il problema centrale. La questione non è tanto se sia giusto salvare la banca con i soldi di Stato, il problema è un sistema bancario che non funziona più e gli npl che vengono venduti ad un pezzo di pane, ipersvalutando gli npl la banca ha dei problemi in bilancio. Queste sono le due questioni a cui forse non si vuole ancora metter mano. E’ inutile salvare le banche quando sono moribonde se non si fa prevenzione”.

Riguardo la situazione delle vittime dal salvabanche. “Abbiamo ancora tanti obbligazionisti che aspettano di essere rimborsati, tra cui io. Mia madre rientrava tra gli obbligazionisti che avevano comprato allo sportello ma che sono stati costretti a rivolgersi ad un arbitrato che dopo 2 anni ancora non ci ha dato risposta”.

 

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