Agenpress. La protesta dei pastori sardi è ampiamente legittima ed evidenzia alcune falle sistemiche nel settore agroalimentare che vanno assolutamente colmate. Il comparto lattiero caseario di oggi infatti – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – rappresenta la fotografia più chiara dello squilibrio esistente tra i produttori del mondo agricolo e le aziende della grande distribuzione incaricate di trasformare e vendere i prodotti.

Il primario – prosegue Tiso – va riorganizzato ripartendo da un nuovo protagonismo per chi è artefice della salubrità e della genuinità delle produzioni; e la vertenza dei pastori sardi, i quali lamentano un prezzo d’acquisto troppo basso da parte delle aziende di trasformazione del latte ovino e caprino, coglie a pieno le criticità del sistema. Dalla Sardegna, infatti, si sta lanciando un chiaro appello alla politica agricola nazionale ed internazionale per risolvere, non un semplice un caso isolato, ma delle storture di sistema che coinvolgono tutti i principali attori del mondo agricolo.

Come Confeuro – conclude Tiso – non vogliamo semplicemente esprimere la nostra totale solidarietà per gli agricoltori che, nei limiti della legge, stanno protestando contro un sistema profondamente sbagliato, ma vogliamo anche rinnovare tutto il nostro impegno per promuovere un’agricoltura sostenibile che abbia il suo cuore pulsante negli agricoltori e non nelle multinazionali.

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