Agenpress. Uno scrigno di fede, arte e storia riconsegnato alla comunità. La chiesa di San Giacomo, un gioiello della metà del XV sec. nel cuore dell’Ex Opis oggi sede della Direzione Generale ASL Lecce, per alcuni giorni sarà aperta al pubblico.

Un’apertura straordinaria, dal 25 al 28 luglio (dalle ore alle 9 alle 13 ed alle 16 alle 20), inaugurata stamattina da mons. Michele Seccia, arcivescovo di Lecce, con la celebrazione della Santa Messa. Al rito sono intervenuti il Commissario Straordinario ASL Lecce Rodolfo Rollo, il Direttore Amministrativo Antonio Pastore, il personale della Direzione Generale e della Cittadella della Salute.

Un evento salutato con particolare piacere dal presule: “Grazie all’impegno di Italia Nostra – ha sottolineato mons. Seccia – questa chiesa viene restituita alla comunità, senza diventare macerie o deposito. Conserverà, invece, il segno di una fede riconciliata con la speranza e la sofferenza, in un luogo che ha ascoltato nel tempo le preghiere innalzate al Signore da parte di chi è passato di qui”. “Una cappella d’ospedale – ha aggiunto – che ci deve ricordare il dolore e la sofferenza, ma che ora grazie ad una convenzione sarà messa a disposizione della comunità di rito rumeno. Queste mura riteniamo possano testimoniare la fede del passato e speriamo anche quella del futuro”.

Mura in pietra leccese, stucchi di pregevole fattura, preziosi quadri della secentesca Scuola Napoletana, tra cui due magnifiche tele attribuite a Luca Giordano, e un delicatissimo pavimento in maiolica che, nei secoli, sono stati ammirati e vissuti da una varia umanità. Luoghi che hanno attraversato alterne vicende, rischiando di finire nell’oblio da cui la ASL ha prima strappato l’annesso convento della fine del XV sec., attuale sede del Polo Didattico, e oggi la chiesa. “Mi piace particolarmente – ha detto il Commissario Rollo al termine della Messa – poter essere testimone dell’incrocio che celebriamo tra la storia della Chiesa, e di questa chiesa, e la storia della Sanità.

Quando nel ‘96-97, con altri giovani medici partecipammo alla chiusura dell’allora manicomio, che ospitava 1500 pazienti, lo facemmo con un progetto che si chiamava “Apriti Cielo”. Quel progetto è servito a trasformare quegli edifici in cui erano rinchiusi i malati di mente in ciò che sono oggi, ossia la Cittadella della Salute. La chiesa è un tassello di quella lunga storia che oggi ri-apriamo e sarebbe bello, assieme a Italia Nostra, poterne ritessere i fili attraverso documenti e studi, dopo aver restituito al pubblico il luogo fisico che ha visto scorrere gli ultimi sei secoli”.

L’articolo Lecce. La Chiesa di San Giacomo riconsegnata alla comunità: uno scrigno di fede, arte e storia nel cuore della ASL proviene da Agenpress.



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