Agenpress –  “Oggi siamo alla mossa della disperazione. Vedere Salvini dire non possiamo tagliare i parlamentari e poi cambiare idea li porta in un cul de sac: se votano la sfiducia a Conte non possono tagliarli, se vogliono tagliarli non possono votare la sfiducia a Conte”. Così Luigi Di Maio uscendo dalla Camera.

“Voglio dirlo chiaramente: il taglio di 345 parlamentari è un obiettivo di questa legislatura, prima o dopo la sfiducia a Conte per noi i parlamentari si devono tagliare. Quello che succede il giorno dopo lo decide il presidente della Repubblica, non lo decidiamo noi. Quello che sto vedendo non è una forzatura istituzionale, c’è veramente un’ignoranza istituzionale”.

Secondo Di Maio quelli di Salvini “sono segnali di debolezza”. “Staremo a vedere quale genio gli abbia suggerito questa strategia”.

“Quando due persone firmano un contratto dicendo che dura cinque anni, poi uno dei tradisce con l’inganno, che amicizia ci può essere? Gli amici sono leali sempre. Salvini mi chiama ‘l’amico Luigi Di Maio’? D’ora in poi sarà bene chiamarci per nome e cognome e basta”, ha detto ancora.

“La Lega dopo aver detto si al taglio dei parlamentari non ha perso 5 minuti di tempo per aggiungere che sfiducerà Giuseppe Conte. Questa è la mossa della disperazione, si sono infilati in un vicolo cieco”, ha scritto poi su Facebook.

“Dovete sapere che quando viene sfiduciato un governo, si paralizza anche l’attività parlamentare e si cancellano i calendari. Dunque, se la Lega sfiducia Conte il 20 agosto lo fa solo per non tagliare i parlamentari due giorni dopo. E avrà preso in giro ancora una volta gli italiani. E niente, stavolta gli è riuscita male…Vediamo che faranno davanti a Conte. Noi li aspettiamo al varco”.
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