Agenpress – “Un anno fa mi sono fatto carico di portare avanti il gruppo su richiesta degli azionisti. Non è stato facile, ma era doveroso”, afferma Giovanni Castellucci, parlando delle proprie dimissioni, da amministratore delegato di Atlantia, in un’intervista al Corriere della Sera.

Dopo 18 anni ai vertici dell’azienda, lasciare “è stata una decisione mia, condivisa con il Cda. Non posso e non voglio essere l’ uomo per tutte le stagioni”. Il momento giusto per lasciare “nell’interesse di tutti”.

Il suo passo indietro, comunque, non pensa avrà conseguenze nella trattativa sulle concessioni: “Quello che contano sono gli argomenti e la capacità di esporli”.

Castellucci torna anche a parlare del crollo del Ponte Morandi: “una tragedia di cui noi tutti non ci facciamo umanamente una ragione e di cui i tecnici non si capacitano ancora”. E “di sicuro c’è che il Ponte era stato visto e studiato da tanti tecnici. E nessuno aveva evidenziato pericoli per la sicurezza dell’ infrastruttura”.

E a proposito di un’indagine bis sui monitoraggi di due ponti, commenta: “Sono due dei nostri 1.943 ponti. E sono stati già ristrutturati. Ma fa male leggere di registrazioni clandestine tra colleghi, jammers usati per riunioni tecniche, di forzature verbali su temi che potrebbero coinvolgere la sicurezza. Che la magistratura indaghi a fondo”. Comunque, “la recente decisione di mettere online tutti i dati dei viadotti è un’altra decisione di trasparenza che ho indicato”.

L’articolo Atlantia. Castellucci: dopo 18 anni lascio nell’ interesse di tutti. Crollo ponte, una tragedia proviene da Agenpress.



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