Agenpress. L’autonomia in una cornice nuova senza disuguaglianze. Lo sostiene il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia al termine dell’incontro in Conferenza delle Regioni del 26 settembre dedicata all’autonomia:“spero che tutte le Regioni facciano domanda per l’autonomia differenziata e che entro la fine della legislatura nel 2023 tutte le Regioni possano dire che hanno interpretato decentemente la Costituzione repubblicana”.
“Serve – spiega Boccia – una cornice unica nazionale e poi diversi livelli regionali che saranno tutti sottoposti al voto del Parlamento, dopo trattative mi auguro non con ogni singola Regione ma con il tavolo della Conferenza delle Regioni, perché il tema riguarda tutte le Regioni, per aver un via libera, prima del Parlamento, cui toccherà l’ultima parola”.
Autonomia quindi intesa come “attuazione della sussidiarietà, come nuovo modello sociale”, responsabilizzando chi è sul territorio. “Se invece diventa lo smembramento del sistema, anche economico finanziario, diventa un danno, perché nessuno di noi ha il fisico per reggere la competizione internazionale”.
“La cornice che proponiamo per l’attuazione dell’autonomia differenziata che questo Governo vuole fare è molto chiara e solida”, ribadisce Boccia, “noi vogliamo che l’articolo 3 della Costituzione si attui ogni giorno e la Repubblica ci aiuti a migliorare le nostre condizioni di vita. Tutti gli ostacoli di natura sociale devono essere rimossi. L’impianto generale che proporremo – sottolinea Boccia – mette dentro tutte le Regioni italiane, che avranno garanzie sul ritardo di sviluppo e questo serve a tutte le Regioni, anche a quelle del nord, dove ci sono aree interne che hanno bisogno di un maggiore impegno dello Stato. Poi, dentro questa cornice, se condivisa, ci saranno inevitabilmente le intese per le autonomie differenziate Regione per Regione”.
Quindi tutte le Regioni – rileva il ministro per gli Affari regionali – potranno fare “domanda di autonomia differenziata, in una cornice unica nazionale; poi è giusto far correre ciascuna secondo le esigenze che hanno i territori, ma sempre dentro quella cornice.
Vogliamo partire subito, ma questo è un processo che tocca le fondamenta della Repubblica e che non si può completare in un mese. Prima facciamo la cornice nazionale unica, poi partiranno le intese già nei prossimi mesi e poi si andrà in Parlamento”.

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