Ministero Salute accoglie esposto Unc su Iqos e Ferrari

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Agenpress. Per il ministero della Salute vale il divieto assoluto di pubblicità per le sigarette elettroniche e per Iqos, il dispositivo che scalda il tabacco senza bruciarlo prodotto dalla Philip Morris.

Lo comunica il ministero rispondendo all’esposto dell’Unione Nazionale Consumatori, l’associazione che per prima aveva sollevato il problema dell’aggiramento della normativa sul fumo.

“Vittoria. Finalmente il ministero della Salute ha dichiarato fuorilegge le campagne di pubblicità di Iqos, il dispositivo che scalda il tabacco senza bruciarlo prodotto dalla Philip Morris e degli altri dispositivi analoghi, accogliendo quella che è sempre stata la nostra tesi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Ora le scuse stanno a zero e le pubblicità presenti sul territorio dovranno essere immediatamente rimosse. Anche Ferrari e Ducati non potranno più usare il marchio Mission Winnow” conclude Dona.

Di seguito un estratto della risposta del ministero: “Per quanto concerne i nuovi prodotti del tabacco, ovvero le sigarette a tabacco riscaldato, risulta anche in questo caso evidente che l’attività di promozione commerciale del solo dispositivo, svolta in apposite postazioni site sia nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti sia on-line, ne promuova indirettamente il consumo. Parimenti, il marchio Mission Winnow, utilizzato in occasione degli eventi sportivi della Formula 1, consente, attraverso i link presenti sul omonimo sito, una promozione, anche se indiretta, di un importante Azienda produttrice di sigarette e di nuovi prodotti del tabacco; in questo caso si verrebbe a delineare un caso di sponsorizzazione così come definito dall’articolo 1, comma 1, lettera c) del decreto legislativo 16 dicembre 2004 n. 300 – “Attuazione della direttiva 2003/33/CE in materia di pubblicità e di sponsorizzazione dei prodotti del tabacco” ovvero come “qualsiasi forma di contributo pubblico o privato ad un evento, un’attività o una persona che abbia lo scopo o l’effetto, diretto od indiretto, di promuovere un prodotto del tabacco”.

Per ciò che concerne le sigarette elettroniche …. pur nell’ambito di tale cornice dispositiva proibitoria, alcuni operatori commerciali hanno avviato campagne di pubblicità sia on line che su pannelli informativi collocati nelle stazioni e sugli autobus di molte città italiane. Tali attività sono state presumibilmente attuate nell’errato assunto che fosse lecito pubblicizzare il solo dispositivo mentre il citato Decreto Legislativo all’articolo 2 lettera r) definisce la sigaretta elettronica “un prodotto utilizzabile per il consumo di vapore contenente nicotina tramite un bocchino o qualsiasi componente di tale prodotto, compresi una cartuccia, un serbatoio e il dispositivo privo di cartuccia o di serbatoio. Le sigarette elettroniche possono essere usa e getta o ricaricabili mediante un contenitore di ricarica o un serbatoio oppure ricaricabili con cartucce monouso”.

Appare inoltre errata l’ assunzione che i predetti supporti pubblicitari e l’attività di promozione online costituiscano strumenti diversi da quelli vietati dall’articolo 21 comma 10 lettera a) del decreto legislativo 12 gennaio 2016 (“Sono vietate: a) le comunicazioni commerciali nei servizi della società dell’informazione, sulla stampa e altre pubblicazioni stampate, aventi lo scopo o l’effetto diretto o indiretto di promuovere le sigarette elettroniche e i contenitori di liquido di ricarica”). Risulta viceversa evidente che alcuni avvisi pubblicitari attualmente affissi su autobus e stazioni metro veicolino un messaggio di promozione del prodotto e del suo utilizzo“.

Tanto rappresentato, si segnala che la scrivente Direzione generale ha avviato una formale richiesta di assenso del vertice politico all’avvio di un percorso legislativo finalizzato all’aggiornamento della normativa che regola il divieto di pubblicità delle sigarette al fine di estenderlo anche alle sigarette elettroniche e ai prodotti di nuova generazione in modo da stabilire, in modo chiaro e unico, l’illiceità di ogni pratica pubblicitaria“.

 

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