martedì, Agosto 9, 2022
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Coronavirus. I 56 italiani rimpatriati da Wuhan si trovano nella città Militare della Cecchignola a Roma

Agenpress – Gli italiani atterrati a Pratica di Mare sono stati sottoposti a visite mediche. I 56 passeggeri, dopo esser sbarcati dal Boeing dell’Aeronautica, sono stati trasferiti con dei pulmini nell’area dove sono state allestite le tende di biocontenimento dove è stato effettuato lo screening sanitario.

I connazionali erano accompagnati dal viceministro della Salute Pierpaolo Silieri hanno viaggiato su un Boeing 767 del quattordicesimo stormo dell’Aeronautica militare, equipaggiato per l’assistenza sanitaria , con medici e infermieri a bordo.

A bordo dell’aereo con i passeggeri c’erano anche 4 operatori sanitari militari, 2 medici dell’Istituto per Malattie Infettive Spallanzani.

Appena scesi dai due pullman, sono stati accolti da un’equipe munita di tute, occhiali protettivi e mascherine, gli italiani rientrati da Wuhan ed entrati nella città militare della Cecchignola. Il gruppo, partito da Pratica di Mare, indossava a sua volta lo stesso tipo di tute, mascherine ed occhiali. Il protocollo prevede per loro un isolamento nella struttura di almeno 15 giorni, con l’assistenza e il monitoraggio dei medici dello Spallanzani.

Gli italiani si nutriranno con pasti sigillati monoporzione, all’interno delle proprie stanze. Il cibo avanzato verrà distrutto.

Ieri al villaggio la visita  del commissario per l’emergenza coronavirus Angelo Borrelli: “Stiamo lavorando senza sosta e con grande spirito di squadra per garantire il rientro dei connazionali da Wuhan. A Pratica di Mare e alla Cecchignola opereremo assicurando i migliori standard di sicurezza”.

All’aeroporto di Pratica di Mare rimarrà a disposizione un velivolo militare attrezzato per il trasporto di biocontenimento nel caso che il personale venisse contagiato.

Gli italiani vivranno in palazzine completamente isolate dal resto del Centro, dove sono state allestite stanze quadruple per le famiglie e singole per chi è da solo. Le camere sono dotate di Wi-Fi, televisore e bagno privato; in una ci sono anche una culla, uno scaldalatte e un bollitore per disinfettare i biberon.

L’unico spazio comune interno è il corridoio che collega le varie stanze, mentre all’esterno è stata predisposta un’area in cortile delimitata da alcune cancellate e da un nastro bianco e rosso, scrive Repubblica. Qui si potrà accedere a turni di tre-quattro famiglie alla volta, sempre indossando una mascherina. C’è anche un’area ludica in palestra, con ping-pong, campo da calcetto e da mini-basket, a cui gli ospiti potranno accedere previa autorizzazione del personale medico dell’ospedale militare del Celio.

Per i primi giorni non sarà possibile nessuna visita, mentre in seguito le persone nel centro potranno incontrare familiari e conoscenti, anche se sempre separati da un vetro. In queste due settimane verrà misurata loro la temperatura tre volte al giorno, e se al termine di questo periodo di quarantena non mostreranno sintomi di contagio potranno tornare a casa.

 

 

 

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