lunedì, Agosto 8, 2022
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Roma. Uccise la moglie depressa, “ero stanco di vederla soffrire”. In Appello 9 anni e 4 mesi

Agenpress – È stato condannato in appello a 9 anni e 4 mesi di reclusione per omicidio volontario il 66enne Valter Pancianeschi, accusato proprio dell’uccisione della moglie Paola Adiutori, perché stanco di vedere la moglie star male, sostenendo che era stata lei stessa a chiederglielo più volte; e comunque, la sua intenzione sarebbe stata quella di farla finita anche lui.

Fu lo stesso Pancianeschi a dire di aver soffocato la moglie per esaudire il desiderio della donna di interrompere un’esistenza diventata insopportabile.

La sentenza è stata emessa dalla prima Corte d’assise d’appello di Roma; in primo grado Pancianeschi era stato condannato a dieci anni di reclusione dal gup capitolino, a conclusione del processo che si svolse con rito abbreviato.

Durante l’interrogatorio in caserma davanti al pm, l’uomo confermò di aver ucciso la moglie, e fin da subito il movente fu ricondotto all’esasperazione per una forte depressione che la moglie aveva da tempo e che spesso l’aveva portata ad accusare malori.

Pancianeschi fu fermato nella notte tra il 28 e il 29 settembre 2018. Aveva lasciato un biglietto (“Scusate, dovevo farlo. Non volevo vederla più soffrire”) che lasciò presagire un’ipotesi di suicidio; da allora si trova in carcere.

Entrati nell’appartamento nel quale la coppia viveva nel quartiere romano di San Giovanni, i carabinieri, secondo quanto all’epoca si apprese, trovarono il corpo di Paola Adiutori e accanto Pancianeschi con un coltello da cucina puntato alla gola. I militari riuscirono a tranquillizzare l’uomo e, disarmato in un momento di distrazione, scongiurarono il suicidio.

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