martedì, Agosto 9, 2022
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Ostia. Sabella. “Comune autonomo? è stato il primo municipio in Italia ad essere sciolto per mafia”

Agenpress – Afonso Sabella, magistrato ed ex delagato alla legalità del Comune di Roma, è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus. Salvini, incontrandosi con alcuni cittadini durante una visita sul litorale romano, ha detto che secondo lui Ostia avrebbe tutte le caratteristiche per diventare un comune autonomo rispetto a Roma Capitale. Sabella ha detto la sua su questa eventualità.

Il mare di Ostia è un bene dell’Italia. “A Ostia sono stato appena 4 mesi, dal 28 aprile al 27 agosto del 2015. Io ho cercato di fare tutto quello che altre amministrazione in passato ha ritenuto di non dover fare, ovvero dare un serio ripristino della legalità. Soprattutto riportare a Roma e quindi a tutta la Nazione il mare di Ostia, la sua grande ricchezza. Non so quanto convenga al nostro Paese che Roma perda il suo mare. Sono abbastanza preoccupato guardando la gestione di Ostia che, lo ricordo, gestiva autonomamente il mare rispetto al Comune di Roma. Oggi i cittadini romani sono gli unici che per andare al mare devono pagare, una cosa che non si può più tollerare. Roma sarebbe la grandissima capitale del Mediterraneo, è un tema di carattere nazionale. Perché Ostia non ha sistemi di ricezione alberghiera e strade adeguate?”

La soluzione quale dovrebbe essere? “Da Roma dovrebbero essere stanziate risorse serissime per un rilancio turistico per Ostia, riportando legalità sul litorale. Sono preoccupato dal fatto che Ostia possa diventare un ente autonomo dal Comune di Roma. Tutto questo finirebbe per portare nelle mani di pochi Ostia, ovvero persone che ancora oggi fanno il bello e il cattivo tempo. Mi riferisco soprattutto ai titolari delle concessioni degli stabilimenti balneari.

Ricordiamo che hanno costruito un muro lungo 8 chilometri che impedisce ai romani di accedere al loro mare, costringendoli a pagare il pizzo. Siamo a livelli di assoluta follia. Pensate ai turisti che arrivano a Roma per vedere i monumenti e che poi decidono di prolungare le vacanze al mare. Tutto questo non è possibile per volontà di pochi che si arricchiscono sfruttando una risorsa pubblica, ovvero quelle spiagge che gli abbiamo dato in concessione e che ancora hanno nonostante gli abusi edilizi commessi.

Abusi edilizi ancora fermi negli uffici del Municipio, e che non potranno mai essere condonati, ma non si avviano ancora le procedure per la decadenza delle loro concessioni”

La lotta ai clan. “A Ostia ho buttato l’anima ed il cuore. Mi sarebbero bastati altri quattro o cinque per avere altri risultati. In pochi giorni ho chiuso la palestra di Roberto Spada. Appena sono andato via è stata riaperta e poi c’è stata la testata al giornalista. I signori Triassi che gestivano i chioschi e gli stabilimenti abusivi li avevo mandati via. Ero andato con la ruspa per abbattere il lungo muro. E questa era un’azione simbolica per ribadire che il mare è dei romani e degli italiani, non si può pagare per entrare”.

Concessioni in subaffitto. “C’era un tizio che aveva una concessione, che neanche pagava, da 30mila euro annue, aveva sub affittato un pezzettino di quella concessione pubblica a 180mila euro. Quindi quella persona prendeva un bene dello Stato, senza peraltro pagare, e lo riaffittava a cifre astronomiche. Quindi quanto vale il mare di Roma? perché questa ricchezza deve essere di pochi e non dei cittadini?”

Municipio o comune? “Temo, e lo dico da cittadino romano, che se Ostia venisse lasciata fuori dal controllo del Campidoglio sarebbe ancora peggio. Ricordiamo che Ostia è stato il primo municipio in Italia ad essere sciolto per mafia. Figuriamoci cosa sarebbe successo fosse stato un comune autonomo. Roma non può perdere il suo mare, per nessuna ragione al mondo. Da qui potrebbe partire il rilancio di Roma. Con Marino si era avviato un percorso, dopo mafia capitale, verso la legalità ma è stato interrotto. Un’altra cosa che ancora mi brucia”.

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