martedì, Settembre 29, 2020
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Marianna fu uccisa dal marito dopo 12 denunce. Lo Stato rivuole 250mila euro dagli orfani

Agenpress –  Marianna Manduca fu uccisa del giugno del 2007 a Palagonia, in provincia di Catania, da Saverio Nolfo, compagno e padre dei suoi figli, poi adottati dal cugino della madre Carmelo Calì e dalla moglie.

Marianna aveva chiesto aiuto 12 volte prima di essere ammazzata dal marito e per loro era stato disposto un risarcimento di 250mila euro in primo grado per il ritardo dell’intervento della giustizia. Ma oggi i tre orfani rischiano di dover restituire l’intera cifra perché – dicono in sostanza i giudici di secondo grado – l’uomo sarebbe stato così determinato nell’uccidere la compagna che evitare il delitto sarebbe stato impossibile: “Ritiene la Corte che l’epilogo mortale della vicenda sarebbe rimasto immutato”.

Il risarcimento era stato concesso in primo grado per poi essere cassato in secondo grado dalla  Corte d’appello di Messina che, lo scorso marzo, ha annullato quel risarcimento, ammettendo il ricorso alla Presidenza del Consiglio in favore dei magistrati di Caltagirone. La famiglia di Marianna, oggi, ha a sua volta presentato ricorso in Cassazione contro questa decisione. Toccherà ora decidere ai giudici del Palazzaccio se la condotta di quei magistrati fu omissiva oppure no.

I fatti risalgono al 3 ottobre del 2007, quando Marianna Manduca, che da tempo conosceva le intenzioni del marito Saverio Nolfo e ne aveva messo al corrente le forze dell’ordine, fu assassinata con 12 coltellate. Dopo aver massacrato la moglie con lo stesso coltello con cui l’aveva minacciata più volte (“con questo ti ucciderò”), Saverio Nolfo andò a costituirsi per poi essere condannato a 21 anni di carcere in un processo con rito abbreviato. In questi anni la questione delle responsabilità dei magistrati che avevano l’onere di proteggere Marianna è stata discussa in tribunale, ma soprattutto ha animato accesi dibatti sui  media e sui social network. Sarà la Cassazione ora a decidere se, come sostiene la Presidenza del Consiglio, a cui tocca versare il risarcimento, i magistrati fecero veramente di tutto per salvare Mariannna o se invece, come sostengono, sarebbe morta comunque.

 

 

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