Egitto. Patrick resta in carcere. Respinto ricorso. . “Voglio solo tornare a studiare”

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Agenpress –  “E’ stato respinto il ricorso della difesa di Patrick”, si legge un messaggio diffuso via Facebook dalla ong Eipr sul caso del giovane ricercatore dell’università di Bologna arrestato al suo ritorno in Egitto per una breve vacanza.

All’udienza sul ricorso contro la custodia cautelare d a Mansura hanno assistito quattro diplomatici. Si tratta di due diplomatici di Italia e Svezia che rappresentavano l’Ue nell’ambito del programma di monitoraggio dell’Unione europea, oltre a uno statunitense e a un canadese. Lo si è appreso al palazzo di giustizia della città egiziana.

Patrick  è arrivato al tribunale di Mansura in manette. Entrando, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano come stava, “tutto bene”. Zaky, apparentemente in buone condizioni è arrivato ammanettato al poliziotto che lo ha scortato nel locale.
La saletta laterale della corte di Mansura è piena. Quattro avvocati, poliziotti, impiegati del tribunale e i rappresentanti delle ambasciate di Italia, Canada e Svezia. Fuori c’è anche un diplomatico americano.

La prima voce che si sente è quella di Huda Nasrallah, la responsabile del team di 4 avvocati che ha preso in carico il caso. Racconta la storia di uno studente di ritorno per le vacanze arrestato per errore, di una pagina Facebook, quella da cui sono stampate le parti centrali dell’imputazione di 10 pagine, e che l’Eipr considera falsa.

Poi tocca agli altri tre e a Patrick: “Sono uno studente. Studio a Bologna, in Italia  per il mio master. Voglio solo tornare a studiare”. Racconta l’arresto, la paura, la benda che gli copre gli occhi: “Non ho fatto nulla di male”.

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