La Russa celebra il 25 Aprile. Cita Tatarella e Calabresi. Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino lasciati soli in vita

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AgenPress –  “Ho voluto omaggiare, non proforma ma dal cuore, portare fiori alla senatrice a vita Segre che ha parlato di tre date alle quali non voglio fuggire: il 25 aprile, il primo maggio e il 2 giugno. Io vorrei aggiungere la data di nascita del Regno d’Italia che prima o poi dovrà assurgere a festa nazionale. Queste date tutte insieme vanno celebrate da tutti perché solo un’Italia coesa e unita è la migliore precondizione per affrontare ogni emergenza e criticità”. Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa.

Il mio è un compito di servizio, non devo cercare oggi agli applausi, non devo dire parole roboanti o captare la vostra benevolenza. Lo dovrò fare ogni giorno, le scelte che dovrò fare a volte piaceranno a volte non piaceranno. Non c’è bisogno di parole che suscitano un applauso, ma solo di una sincera promessa: cercherò con tutte le mie forze di essere il presidente di tutti”.

“Non sarò uomo di parte e di partito”. La Russa prende l’impegno di “non rimanere abbarbicato a idee immutabili senza tradirle, impegno non solo mio, ma della mia parte politica. Un insegnamento che a livello personale ho preso da mio padre che è stato senatore e che a livello politico ho preso in particolare da un uomo che mi ha insegnato i valori del dialogo e dell’armonia: l’onorevole Pinuccio Tatarella”.

“Farò certamente tesoro degli insegnamenti e del sacrificio di eroi troppo soli in vita e che nonostante ciò hanno sacrificato le loro esistenze: carabinieri, polizia, politici, magistrati, giornalisti. Bisogna ricordarli nella battaglia per la legalità come hanno insegnato Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino dei quali quest’anno ricorre il 30esimo anniversario del barbaro omicidio”.

La Russa ha citato in Aula il poliziotto Luigi Calabresi ucciso nel 1972 come emblema che “rappresenta meglio più di tutti le vittime di quella stagione di violenze e terrorismo politico, spesso giovani morti perché credevano in ideali e sono stati uccisi per questo”.

 

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