Omicidi a Roma. Sospettato: ricordo solo tanto sangue. Ho vagato per due giorni, poi sono andato a casa di mia madre e mia sorella

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AgenPress –  “Di quegli istanti ricordo solo tanto sangue”. E’ quanto si sarebbe limitato a dire Giandavide De Pau, l’uomo fortemente sospettato di essere l’autore del triplice femminicidio, nel corso dell’interrogatorio. L’uomo ha ricostruito con gli inquirenti cosa è avvenuto la sera prima. “Ricordo che una donna cubana è arrivata a casa mia – ha aggiunto – e abbiamo consumato della droga, poi il giorno dopo ho preso un appuntamento a via Riboty”.

 “Sono arrivato in macchina in via Riboty e di essere entrato in un appartamento che ricordo essere al piano terra”, ha proseguito De Pau, aggiungendo “di avere lasciato lì il mio telefono cellulare”. “Era la prima volta che andavo in quell’appartamento con le cinesi dopo un appuntamento preso per telefono”, ha aggiunto. Gli inquirenti, nel corso dell’interrogatorio, avrebbero contestato di essere stato ripreso da alcune telecamere in via Durazzo dove è stata uccisa la Martha Castano, prostituta 65enne, ma l’uomo avrebbe replicato: “io non ricordo di essere stato lì, mi contestate due omicidi, non avrebbe senso negarne un terzo”.

“Ricordo di essere stato nella casa di via Riboty, (dove sono state uccise le due donne cinesi ma poi ho il buio. So solo che c’era tanto sangue”. Seduto per sette ore davanti gli investigatori, Giandavide De Pau, l’ex autista del boss Michele Senese. Un racconto confuso, di una persona in cura psichiatrica per un disturbo antisociale della personalità.

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L’indagato, durante l’interrogatorio, è ancora sotto l’effetto delle sostanze stupefacenti, consumate la notte prima del delitto insieme a una donna cubana, anche lei ascoltata dalle forze dell’ordine. Il 51enne ricorda di aver trascorso la notte insieme alla cubana e di aver contattato le due ragazze cinesi la mattina seguente. “Era la prima volta che andavo dalle cinesi, ho preso appuntamento”, ha detto. “Non ricordo nulla, sono arrivato in macchina – ha proseguito – pensavo che l’appartamento di via Riboty fosse al pian terreno, non al primo piano. Ho un blackout, c’era tanto sangue”, ha detto affermando di aver cercato di tamponare la ferita alla gola di una donna cinese e di aver appoggiato e dimenticato il suo cellulare per terra, all’interno dell’appartamento dove avrebbe ucciso le due donne orientali.

“Dopo avere vagato per due giorni, sono andato a casa di mia madre e mia sorella con i vestiti ancora sporchi di sangue. Ero stravolto e mi sono messo a dormire per circa due ore e poi sono arrivati i poliziotti a prendermi intorno alle sei di mattina”, avrebbe dettonel corso dell’interrogatorio durato oltre sette ore in Questura.

Tra i precedenti di Giandavide De Pau  c’è anche una accusa di violenza sessuale. Per il 51enne, in base a quanto emerge da atti giudiziari di inchiesta, ci sono anche due ricoveri nell’ospedale psichiatrico di Montelupo Fiorentino. Ricoveri avvenuti nel 2008 e nel 2011.

Il nome di De Pau compare negli atti di varie inchieste della Dda sul clan dei Senese ma anche al Mondo di Mezzo, il gruppo criminale guidato da Massimo Carminati e Salvatore Buzzi. Secondo gli inquirenti lui era l’uomo fidato del boss Michele Sanese per il quale svolgeva anche il ruolo di autista e factotum.

Negli atti della maxindagine si fa riferimento anche ad un incontro avvenuto in un bar nella zona di Corso Francia tra l’ex Nar e Senese a cui era presente anche De Pau. Il sospettato del triplice omicidio compare anche in altre indagini, più recenti, in cui gli venivano contestati, tra gli altri, i reati di rapina, cessione di sostanze stupefacenti e minacce a pubblico ufficiale.

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