Imprenditori in crisi: nasce a Messina l’OCC degli avvocati per facilitare le soluzioni giudiziarie

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Istituito dall’Ordine l’Organismo di Composizione della Crisi previsto dal nuovo Codice: un intermediario indipendente tra imprese sovraindebitate e tribunale fallimentare 


AgenPress. Un’opportunità nuova a Messina per chi si trova in situazioni di sovraindebitamento, in particolare  professionisti, imprenditori agricoli e minori, start up innovative, consumatori e debitori non soggetti a liquidazione giudiziale o coatta amministrativa o altre procedure liquidatorie: da oggi potranno utilizzare il prezioso strumento “OCC” (Organismo di Composizione della Crisi), previsto dal recente codice e istituto dall’Ordine degli avvocati per facilitare gli iter giudiziari presso il Tribunale fallimentare.

Nei prossimi giorni saranno pubblicati sul sito dell’ente informazioni, dettagli e modulistica per aderire alle speciali procedure di sdebitamento grazie al nuovo servizio. L’OCC, composto dai componenti del consiglio direttivo, gli avvocati Antonio De Matteis, come referente, Isabella Celeste (vicepresidente dell’Ordine), Francesco Ferraù e Giovanni Giacoppo, è stato presentato nell’aula magna della Corte d’Appello. All’incontro, dopo i saluti della presidente del Tribunale Marina Moleti, del presidente della II Sezione Civile Giuseppe Minutoli e del presidente dell’Ordine Domenico Santoro, hanno relazionato De Matteis e il consigliere del Consiglio nazionale forense e coordinatore Commissione procedure concorsuali e crisi d’impresa Emmanuele Virgintino.

“Si tratta di una grande novità – ha detto il presidente dell’Ordine Domenico Santoro – che, com’è stato per l’Organismo di mediazione, rappresenterà una vera rivoluzione per il tessuto sociale ed economico del nostro territorio, oltre ad essere un’occasione di formazione professionale per tanti giovani avvocati che si occupano di aziende e di fallimentare”.

Per sovraindebitamento si intende sia la “crisi”, cioè lo stato del debitore che rende probabile l’insolvenza e si manifesta con l’inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte alle obbligazioni nei successivi dodici mesi; sia l’insolvenza, quando sono presenti inadempimenti od altri fatti esteriori che dimostrano di non essere più in grado di soddisfare regolarmente le obbligazioni.

La Moleti ha sottolineato l’importanza di un tale strumento nel momento storico attuale: “Covid, guerra, crisi economica ed energetica creano grossi problemi al mondo imprenditoriale. L’OCC non potrà certo risolvere tutti i problemi ma sicuramente agevolare le procedure col tribunale ed evitare alcune tempi lunghi, dunque diventa un supporto indispensabile”. Per Minutoli si tratta di un cambio di passo rispetto alle legge fallimentare perché “viene data molta importanza alla negoziazione”. Per questo è fondamentale comprendere i principi generali che hanno ispirato le nuove leggi: “L’OCC è un organismo indipendente e l’avvocato risulta in posizione di quasi neutralità – ha spiegato Virgintino, considerato uno dei migliori esperti in questo specifico ambito, il quale ha illustrato brevemente l’evoluzione normativa – si tratta di trovare le soluzioni tailor made, su misura, caso per caso. A livello nazionale stiamo lavorando con Confindustria e altre organizzazioni sindacali perché saranno pubblicati altri decreti di attuazione e probabilmente quello che oggi è facoltativo diventerà obbligatorio”.

Di fatto viene assegnato un delicato ruolo agli avvocati – ha aggiunto De Matteis – che devono studiare la normativa, frutto di una diversa visione del rapporto tra magistrati e mondo imprenditoriale ed esprimere pareri. È importante arrivare agli interlocutori quando ancora sono in una fase fisiologica e non quando sono già sommersi da debiti e decreti ingiuntivi, perciò è necessaria un’efficace e capillare informazione e comunicazione”. Il codice della crisi infatti è de facto il futuro della legge fallimentare: “È stata definita una legge salvavita e antisuicidi – ha ricordato la Celeste – non dobbiamo dimenticare i casi eclatanti di imprenditori che si sono suicidati perché avviliti da non poter affrontare situazioni di sovraindebitamento. Da oggi qualcosa può cambiare”.

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