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I cambiamenti climatici e meteo estremo sono le sfide globali più grandi che l’umanità dovrà affrontare nei prossimi anni

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AgenPress. “Il drammatico il bilancio con 14 morti e oltre 15.000 evacuati per l’alluvione e le esondazioni dei fiumi che hanno colpito, in questi giorni, in particolar modo la Romagna – oltre alla doverosa vicinanza alle vittime, e a tutti coloro che sono stati colpiti e ai tanti che stanno vivendo e soffrendo ore di angoscia poiché sfollati o bloccati dagli allagamenti – richiede una riflessione su cosa possiamo fare per limitare le tragiche conseguenze delle alluvioni ed esondazioni.

Negli ultimi tempi, tante città si sono trovate ad affrontare la furia distruttiva del maltempo. Fiumi esondati, strade come torrenti. Ai disastri ambientali sono seguite spesso anche polemiche per gli inadeguati interventi per la prevenzione per una tutela e cura del territorio martoriato, da anni, da questi fenomeni. Inutile girarci intorno. I cambiamenti climatici e meteo estremo sono le sfide globali più grandi che l’umanità dovrà affrontare nei prossimi anni.

Cosa si può fare? Lo vado ripetendo da anni. Ho iniziato a riflettere sugli interventi necessari per limitare tragiche conseguenze delle alluvioni e esondazioni nel 2014 a seguito della gestione delle emergenze per la piena dell’Arno da Prefetto di Pisa.
Visto quanto sta accadendo in cima alla lista degli interventi, come priorità assoluta, vedo il monitoraggio costante degli argini dei fiumi e dei torrenti avvalendosi anche del mondo del volontariato e delle tecnologie più avanzate. Per il monitoraggio degli argini dell’Arno nei pressi dei centri abitati, da Prefetto di Pisa. proposi i georadar.

Sul piano urbanistico è indispensabile anche un vincolo assoluto di non edificabilità vicino ai bacini ed il contestuale ripristino dei luoghi ove sono accertati gli abusi. Bisogna cominciare a valutare l’opportunità di edificare su zone già edificate (demolizione del vecchio) ovvero consumo di nuovo suolo pari a zero. Sarebbe opportuno consentire di demolire e ricostruire. Ma in molti casi questo processo è bloccato dalle norme statali che fanno capo ai beni culturali. Mi convinco sempre di più che gli integralisti ambientali finiscono per fare danni all’ambiente.

Per assicurare un corretto equilibrio idraulico è indispensabile dragare i fiumi, soprattutto alla foce, e ripensare alla manutenzione dei reticoli minori come i canali e i fossi di scolo del territorio e anche qui bisogna considerate il pericolo dei vincoli delle normative vigenti, che di fatto rendono difficile lo scavo degli alvei dei fossi e dei canali e oneroso lo smaltimento dei fanghi di escavazione, con rischio serio per tutta la popolazione.

Il dragaggio dei canali e dei fossi è fondamentale perché evita gli allagamenti: in caso di evento meteorico superiore alla media o addirittura eccezionale, l’aver effettuato correttamente la pulizia significa la difesa di tutti i cittadini. In passato i materiali risultanti dall’escavazione venivano depositati lungo le fasce limitrofe al corso del canale. Con l’entrata in vigore dei nuovi vincoli questa manutenzione, in alcune realtà, non viene più fatta. Non è più possibile farla per i costi. Oggi per pulire i canali e i fossi i costi sono altissimi. I “fanghi di dragaggio”, dopo le analisi chimico-fisiche nella maggior parte dei casi sono classificati come rifiuto speciale e dovrebbero essere conferiti in discarica, con un alto costo per il trasporto e lo smaltimento. Bisogna rendere più agevoli i lavori di dragaggio e tornare ad avere la rete di canali, efficiente e in grado di garantire la sicurezza.
Servono interventi anche sul piano urbanistico, soprattutto sulle reti fognarie con una nuova pianificazione e progettazione sovradimensionando i sottoservizi.

Vanno sensibilizzati ulteriormente cittadini e amministratori al rispetto, la tutela e la gestione dei beni comuni, patrimonio collettivo dell’umanità. Basti pensare che talvolta le fognature non ricevono perché intasate da fogliame e rifiuti abbandonati fuori dai cassonetti.”

Prefetto Francesco Tagliente 



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